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  • L’EARTH DAY COME TUTTO EBBE INIZIO

“E’ l’economia che si deve adeguare alle regole della biodiversità… Non il contrario!!” (Gaylord Nelson)

Oggi ci piace l’idea di partire da qui, da questa frase semplice ma carica di significato, ormai datata, ma ora più attuale che mai. Questa frase fu uno dei motti del senatore democratico americano Gaylord Nelson, colui che praticamente diede l’input decisivo ai movimenti ambientalisti degli anni 70. Si perchè fu proprio quest’uomo, originario del Wisconsin, di cui fu anche Governatore dal ’59 al ’63, prima di essere poi eletto Senatore degli Stati Uniti, a dare vita all’ Earth Day, la Giornata mondiale della Terra che celebriamo oggi, la cui prima edizione si tenne il 22 aprile del 1970.¹

Ma giusto per inquadrare il personaggio, bisogna fare un piccolo passo indietro: già nel 1962, infatti, decise che era giunto il momento di sensibilizzare in maniera decisa sia l’opinione pubblica sia la politica riguardo ai temi della tutela ambientale. Fu così che propose all’allora Presidente Kennedy un tour di conferenze dedicate all’ambiente, che si svolse poi nel 1963, e che toccò 11 Stati Federali. Sul momento il risalto fu importante, ma non sufficiente per smuovere le acque come voleva lui. Negli anni successivi continuò quindi a girare per gli Stati Uniti, facendo conferenze egli stesso, raccogliendo documenti e testimonianze, rendendosi conto in prima persona di come il degrado ambientale stesse prendendo sempre più piede ovunque e di come la classe politica statunitense continuasse a fare finta che tutto ciò in realtà non stesse accadendo. Ma fu proprio in uno di questi suoi giri di conferenze che ebbe la classica folgorazione: vedendo il fermento che stava suscitando nei giovani delle università americane la Guerra del Vietnam nel ’69, si chiese perché non provare ad organizzare un movimento che partisse dalle piazze e dalla gente comune e che avesse come focus quello della tutela ambientale. Così nel settembre del ’69 fece un comunicato dove annunciava che il 22 aprile dell’anno successivo si sarebbe tenuta una manifestazione di interesse nazionale avente come argomento la tutela dell’ambiente. Questa fu la scintilla che animò milioni di persone che fino a quel momento non avevano avuto un punto di riferimento preciso in materia di ecologia, e la risposta a quella chiamata fu clamorosa: il 22 aprile 1970, al primo Earth Day, svoltosi a San Francisco, parteciparono oltre 20 milioni di persone provenienti da tutti gli Stati Uniti.

Ma ci furono almeno altri due avvenimenti che diedero una spinta decisiva alla nascita di questo movimento ambientalista che da li a qualche anno sarebbe diventato globale: il primo fu un incidente che avvenne proprio nel ’69, e cioè l’esplosione avvenuta il 28 gennaio, a 10 km dalle coste di Santa Barbara, nel giacimento petrolifero offshore di Dos Cuadras. Lo sversamento di petrolio che ne conseguì ebbe un impatto considerevole sulla biodiversità delle acque meridionali e delle spiagge della California: morirono circa 3500 animali, tra uccelli, foche, delfini e leoni marini. Ancora oggi è considerato il terzo disastro ambientale in America: l’opinione pubblica allora ne fu fortemente scossa e la notizia ebbe risalto a livello mondiale. Fu proprio quell’accadimento che portò alla nascita delle prime norme per la salvaguardia dell’ambiente negli Stati Uniti, promosse guarda caso proprio dal senatore Nelson.

L’altro fatto che portò alla ribalta il problema dell’ambiente e dell’inquinamento invece risale a qualche anno prima, e precisamente al 1962, quando venne pubblicato il libro “Primavera silenziosa” di Rachel Carson, biologa e zoologa statunitense. Il titolo ha origine dalla constatazione della Carson del silenzio sempre più assordante che circondava i campi in primavera anno dopo anno, silenzio dovuto al sempre minor numero di uccelli canori che caratterizzavano quella stagione e causato dall’uso sempre più massiccio degli insetticidi. Il libro infatti faceva parte di una sorta di crociata che la Carson portò avanti fino alla morte contro i nuovi fitofarmaci sintetizzati in quegli anni e in particolare contro il DDT: vi lavorò sopra per 4 anni, ma le sue ricerche partirono già negli anni ’40, e in vent’anni raccolse così tanto materiale e formulò così tante tesi, supportate da numerose analisi scientifiche, che alla fine decise di raccoglierle tutte in un libro, dove descriveva i danni irreversibili che queste nuove sostanze provocavano sull’ambiente ma anche sugli esseri umani. Inutile dire che fu osteggiata in tutti i modi, in particolare da scienziati e media al soldo delle grandi industrie chimiche dell’epoca; ma alla fine questa sua perseveranza la portò comunque a far pubblicare il volume, che da li a pochi anni sarebbe poi diventato una sorta di manifesto antesignano del movimento ambientalista.

Ma per chiudere il cerchio che riguarda la storia della nascita della Giornata mondiale della Terra manca ancora un tassello, rappresentato dalla persona di Denis Hayes: anche lui del Wisconsin, come il senatore Nelson, fu scelto proprio da quest’ultimo come coordinatore della prima Giornata mondiale della Terra del 1970, quando aveva appena 25 anni. Ma il suo forte attivismo contro la Guerra del Vietnam e le sue idee ambientaliste lo portarono alla ribalta già nel ’69, motivo per cui venne poi scelto l’anno successivo per quel compito così delicato: la scelta si rivelò quanto mai azzeccata, perché oltre a rendere l’Earth Day un così grande successo già al primo anno, fu lui ad avere l’intuizione di portare questa manifestazione anche al di fuori dei confini nazionali, creando l’Earth Day Network, che alla finè portò a coinvolgere progressivamente 180 Paesi negli anni successivi, fino ad arrivare ai 192 di oggi. In seguito, Hayes divenne un fervo sostenitore dell’energia solare e fu messo a capo del Solar Energy Research Institute durante l’amministrazione Carter, posto che poi lasciò sotto l’amministrazione Regan dopo che questa tagliò drasticamente i fondi per il programma. A tutt’oggi rimane uno dei principali attivisti in tema di tutela ambientale e ha ricoperto e ricopre tutt’ora diversi ruoli nell’ambito della Giornata mondiale della Terra.

  • L’EARTH DAY OGGI

La Giornata della Terra come la conosciamo oggi in realtà iniziò a prendere forma solo nel 1990, quando si decise di fare dell’evento un appuntamento annuale e non solo sporadico: negli anni successivi alla prima edizione infatti non divenne immediatamente una manifestazione fissa, era stata istituita come ricorrenza sul calendario, ma per le strade si celebrò solo in alcuni anni. Così nel 1990 gli organizzatori dell’epoca decisero di creare un progetto più vasto e strutturato, coordinando manifestazioni simultanee in tutti i paesi che volevano partecipare, dando vita a laboratori che coinvolgevano scuole e istituzioni di vario tipo, iniziando a scolpire nella mente delle persone determinati messaggi: divenne quindi un appuntamento educativo e informativo allo stesso tempo, dove gli argomenti trattati riguardavano diverse problematiche, dall’inquinamento di aria e suolo alla distruzione degli ecosistemi, dalle ormai innumerevoli estinzioni sia nel mondo animale che vegetale che si susseguivano da anni all’esaurimento delle risorse non rinnovabili. Era diventata un luogo di discussione, dove si cercava di proporre alternative sostenibili per il Pianeta, come la riduzione dell’uso di combustibili fossili e pesticidi, piuttosto che l’idea del riciclo dei materiali, la salvaguardia dei mari, delle foreste, degli ecosistemi in generale.

Tutti argomenti che sono al centro dell’agenda anche oggi.

Il messaggio che si cerca di far passare è infatti l’unicità del nostro pianeta e della sua biodiversità, minacciati ormai in maniera sempre più grave e al limite dell’irreparabile; si cerca di sensibilizzare le nuove generazioni e di instradarle verso uno stile di vita più ecosostenibile, e al tempo stesso si prova a convincere le vecchie generazioni che i sistemi economici che hanno governato il mondo negli anni del boom economico e dello sfruttamento senza freni di ogni tipo di risorsa non sono più praticabili. Non a caso il tema di quest’anno dell’Earth Day è il “Restore our Earth”, che pone come obbiettivo primario il cercare di rimediare ai danni causati alla Terra fino ad oggi, anche attraverso l’applicazione di tecniche innovative e l’impiego di una nuova tecnologia verde, in modo tale da ridurre l’impatto ambientale attraverso l’utilizzo di processi naturali.

  • L’EARTH DAY IN ITALIA

L’Italia è in prima linea nelle celebrazioni della Giornata mondiale della Terra, e in particolare dal 2015 è sede europea del network internazionale. Particolarmente famosa è diventata l’edizione 2016, in quanto anche Papa Francesco partecipò all’evento, fatto che ebbe grande risalto a livello globale.

Il 22 aprile nel nostro paese sono innumerevoli le manifestazioni e i progetti che prendono vita per celebrare l’Earth Day, ma vogliamo soffermarci su uno in particolare, e cioè la maratona multimediale #OnePeopleOnePlanet, prodotta da Earth Day Italia e trasmessa da RaiPlay, giunta quest’anno alla seconda edizione: ben 13 ore di diretta non stop dove verranno affrontati tutti i temi caldi che riguardano l’ambiente e la Terra in generale, dove si parlerà degli obbiettivi fissati per il 2030, di nuovi modelli economici, di clima, di inquinamento, di tutela della biodiversità; ci saranno collegamenti da tutto il mondo con esperti del tema, attivisti, scienziati, politici, personalità di rilievo in prima linea nella lotta alla salvaguardia del Pianeta. Potranno partecipare tutte le scuole a partire da quelle dell’infanzia fino alle secondarie, e alcune di queste presenteranno i loro progetti a tema ambientale preparati dagli studenti durante l’anno scolastico.

Infatti, come ha commentato il Presidente di Earth Day Italia, Pierluigi Sassi, “quest’anno saranno i giovani i veri protagonisti della Giornata della Terra, affinché possano sfruttare appieno la straordinaria occasione che il governo italiano ha offerto loro di esprimersi ufficialmente in occasione della Conferenza sul Clima che si terrà in Scozia a novembre. A loro non dobbiamo solo un Pianeta sano ma anche il diritto di decidere sul loro futuro”.

Parole sacrosante, alle quali tutti noi speriamo possano seguire sempre più costantemente i fatti: purtroppo il lavoro di sensibilizzazione da fare in particolare sul mondo politico e industriale è ancora tanto, ma di certo eventi come questo non possono far altro che accelerare un processo che ad oggi appare quantomai obbligato.

A questo punto anche da parte del team di #fiveinwonderland non rimane altro che augurare a tutti i nostri amici, a chi ci segue e anche ai lettori occasionali, una splendida giornata della Terra: oggi più che mai ognuno di noi deve impegnarsi per fare un passo in più verso quegli obiettivi che sembrano cosi lontani ma che se perseguiti tutti insieme possono diventare davvero vicini e raggiungibili.

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A presto, Fabrìs @fiveinwonderland

¹ Sulle origini dell’ Earth Day ci sono storie controverse: in realtà per le Nazioni Unite la giornata della Terra è ufficialmente il giorno dell’equinozio di primavera (che come sappiamo non ha una data precisa, può essere il 19, il 20 o il 21 di marzo a seconda dell’anno), e questo a partire dal 1971. Oggi quel giorno si festeggia solo più al quartier generale delle Nazioni Unite di New York e in pochi altri posti al mondo. La storia è lunga, piena di insidie, si rischia di cadere nel grottesco a raccontarla… si parla di complotti comunisti, nomi rubati, fondatori killer… L’unica cosa certa è che quello che festeggiamo oggi in tutto il mondo come Earth Day è la giornata voluta dal senatore Gaylord Nelson. Ma se qualcuno fosse particolarmente curioso, cercando sul web si possono scovare alcune di queste storie al confine tra realtà e leggenda, che non mancheranno di regalare anche più di qualche sorriso.

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