Da St. Gallen a Flawil, Tom e il suo cappuccino speciale

Categorie I nostri viaggi

Lasciando Zurigo, sapevamo di dover proseguire la nostra breve esplorazione delle ciclabili svizzere, fino al raggiungimento del Lago di Costanza, dove avremmo poi fatto il nostro ingresso in Germania.

Dopo un primo pezzo attraversato in treno, abbiamo poi avanzato pedalando tra interminabili colline, con le classiche fattorie dai prati verdissimi, tante mucche, e proprio lì la seconda e più dolorosa caduta di Edo, sempre sul ginocchio ferito a Zurigo quella stessa mattina, non dimenticherò mai lo stop per la medicazione, le sue urla di dolore e Jacopo che in un nostro attimo di distrazione si è andato ad aggrappare al recinto delle mucche, ovviamente prendendo una bella scarica elettrica…che pomeriggio indimenticabile!!!

La tappa originale del tour prevedeva St. Gallen, una città assolutamente da visitare, nella quale noi per una serie di motivi purtroppo non siamo riusciti a fermarci, ma lo scopo della nostra visita sarebbe stato la sua famosissima Stiftsbibliothek, che insieme all’Abbazia fa parte del Patrimonio UNESCO, con i suoi inestimabili documenti parte integrante dell’archivio contenuto al loro interno. (Foto sotto prese dal web)

Nei mesi precedenti alla partenza, io e Fabris ci siamo messi in contatto attraverso molte piattaforme online, per viaggiatori e cicloviaggiatori, cercando non solo ospitalità in forma gratuita, bensì anche opportunità di scambio tra la nostra cultura e quella delle popolazioni locali.

Così abbiamo conosciuto Tom, un cittadino americano, svizzero di adozione, insegnante all’università di St. Gallen.

Lui e Ursula, sua moglie, cicloviaggiatori per eccellenza, genitori di una famiglia numerosa almeno quanto la nostra, anni prima aveva fatto il giro del nord America all’avventura, con un tandem davvero speciale…Quando si suol dire che “l’unione fa la forza!”.

Tregilgas tandem (Foto presa dal web)

Questa splendida famiglia ci ha ospitati a Flawil, piccolo comune nei dintorni di St. Gallen, https://it.wikipedia.org/wiki/Flawil per una notte, permettendoci di condividere la loro tavola per cena, e aiutandoci a montare la nostra tenda nel loro giardino.

Proprio Ursula ci ha spiegato quanto i loro viaggi in famiglia, nella natura, spesso alle prese con fatica e molti imprevisti e pochi comfort, gli abbiano resi uniti e abbiano contrinìbuito a creare delle vere e proprie memorie di famiglia e aneddoti che i loro figli, ormai grandi, conservano ancora vivi nei loro ricordi. Ed è proprio questo che ci siamo trovati a condividere quella sera, loro si sono rivisti in noi e noi ci siamo visti in loro, come se avessimo potuto dare un’occhiatina nel futuro.

Ursula ci ha raccontato della sua passione per la pittura mostrandoci tutti i bellissimi quadri, sparsi per tutta la casa, dai quali era chiarissimo veder emergere una vera grande passione per l’Africa, meta dove spesso si sono ritrovati in questi anni per andare a far visita alla loro figlia maggiore, che fa l’insegnate d’inglese in Sud Africa.

Dopo la splendida e arricchente chiacchierata, prima di darci la buonanotte, Tom ha insistito per poter essere lui darci la sveglia il mattino dopo, con una delle sue specialità: il CAPPUCCINO, voleva assolutamente che noi lo assaggiassimo, per dargli un parere da italiani e per poterci scambiare un saluto prima della nostra partenza. Devo ammettere che è stato un risveglio che io e Fabris non dimenticheremo mai e confermo che il cappuccino di Tom era davvero super!

Fabrìs e i cappuccini di Tom

La nostra permanenza a Flawil è stata molto breve ma davvero intensa, incontri come questi aprono la mente e il cuore; trovo che questi scambi segnino in manierà più che positiva i bambini, che all’inizio si sentono ovviamente un pò spaesati, ma riescono a trovarsi subito a loro agio, a interagire nonostante la lingua diversa, il fatto stesso di vedere come altre persone, di altre nazionalità, possano prendere posto a tavola, non mettendo la tovaglia come avremmo fatto normalmente noi, mangiando un piatto unico anzichè il nostro primo e poi il secondo, il non fare il caffè a fine pasto, come invece siamo soliti fare a casa nostra, ha dato loro modo di vedere che al mondo esistono usi diversi, che non sono migliori o peggiori, semplicemente un’interpretazione differente della quotidianità di ciascuno di noi e potercisi immergere, nella realtà può essere davvero stimolante, accattivante e curioso…tutti aggettivi che possono aiutarci a crescere insieme, noi e i nostri bambini.

Greta con il loro cucciolone.

Un ringraziamento davvero speciale quindi da parte nostra, con affetto, alla famiglia Tregilgas.

Nella speranza di fare ancora un giorno non troppo lontano altre esperienze come questa, vi saluto, vi abbraccio e vi do appuntamento alla nostra prossima tappa.

Qui trovate il link del racconto di quel giorno in diretta su Instagram https://www.instagram.com/p/B0EL9LrIMq7/?utm_source=ig_web_copy_link

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