Noi 5 + Margot

Ciao e benvenuti su Five in Wonderland!

Noi siamo una famiglia di cinque persone: io, mamma Deb, il mio compagno di vita Fabrìs, i nostri splendindi bambini Edo, Jacopo, Greta e la nostra cagnolotta Margot.

Qui troverete i racconti delle avventure che affronteremo alla scoperta del nostro meraviglioso pianeta.

Per prima cosa mettetevi comodi, ora vi parlerò un pò di me e di noi. Immagino sarete curiosi di sapere cosa ci abbia condotti fin qui…

Partirei da una parola, “viaggio”, e da una citazione che rende molto bene l’idea di quale sia per l’importante significato simbolico che le attribuisco: “Il viaggio è un’esperienza costante della vita dell’uomo; viaggiare è guardare il mondo presente e passato, ma è anche guardare se stessi, interrogarsi sugli uomini e sul destino di ognuno” tratto dal libro di E. Leed, “La mente del viaggiatore; dall’Odissea al turismo globale”.

Dunque, non so dire esattamente quando ho iniziato a pensare al “viaggio” sotto un punto di vista così profondo…
Ricordo che da bambina leggevo sempre quel mio libretto tascabile sulla cultura indiana… Amavo studiare i popoli antichi, come gli Egizi o i Maya… Avevo una gran voglia di girare il mondo per sapere e conoscere sempre di più: avrei voluto fare l’archeologa, oppure l’antropologa, e anche se non lo sono mai diventata realmente, quella voglia di esplorare non mi ha mai abbandonata.
Credo che anche le esperienze in campeggio con i miei genitori, a stretto contatto con la natura, abbiano contribuito; io ricordo le vacanze da bambina come qualcosa di grandioso. Secondo me tutti i bimbi dovrebbero provare l’esperienza del campeggio almeno una volta.
Poi però la vita fa il suo corso e, crescendo, spesso si prendono strade diverse da quelle che uno sogna da bambino. I miei genitori mi hanno insegnato che da grandi il lavoro dovrebbe essere al primo posto, per poter guadagnare e vivere con delle certezze. Per un periodo ho creduto che fosse davvero giusto così, lavorare, senza mai fermarmi, senza mai pensare a come mi sentissi realmente; del resto ero impegnata per l’80 % del mio tempo…E per quasi una decina d’anni sono andata avanti così, seduta alla mia scrivania, abituata al mio posto fisso, senza amare particolarmente quello che facevo, ma cercando comunque di fare tutto al massimo delle mie possibilità, guardando sempre ai lati positivi. C’è da dire che, ironia della sorte, nel mio lavoro “viaggiavo” col pensiero ogni giorno, dato che seguivo spedizioni di merci varie, da e per ogni angolo del globo.

Io e Fabrìs – Cassis Francia – Settembre 2009


Poi nella mia vita è arrivato Fabrìs. Avevamo molti amici in comune, ma non ci eravamo mai visti fino a quella sera di Marzo di ormai più di 11 anni fa.
Nel momento in cui meno ce lo saremmo aspettati, in un periodo davvero assurdo delle nostre vite, ci siamo incontrati e innamorati… Fabrìs doveva partire per l’Egitto, per gestire un diving center, io venivo fuori a pezzi da una relazione e mai avrei voluto impegnarmi di nuovo…ma avevamo un sacco di cose in comune, e mi ha conquistata mostrandomi parti di lui che credo, ancora oggi, ben pochi nella sua vita abbiano mai conosciuto.
Proprio durante un viaggio noi siamo diventati una famiglia: quell’estate l’ho raggiunto a Dahab, sul Mar Rosso, per vedere questo luogo di cui mi aveva tanto parlato e che lui aveva scelto per trasferirsi. Ma evidentemente il destino aveva altro in mente e così, dopo il mio rientro in Italia, lui ha deciso di sospendere quel progetto, per scegliere noi…9 mesi dopo è nato Edo.

Da allora ne abbiamo fatta di strada insieme, abbiamo percorso delle salite pazzesche, ma siamo qui più uniti che mai. L’essere diventati genitori prestissimo, ci ha aperto gli occhi su un sacco di cose; è stato un percorso lungo e faticoso verso un’immenso bagaglio di consapevolezze.

Inizialmente ci siamo adeguati agli standard che la nostra società impone e alle aspettative delle nostre famiglie, avevamo un figlio, non si poteva più pensare a niente tranne che lavorare entrambi per dargli una vita stabile e sicura, peccato che ciò comportasse la nostra costante assenza…poi ci siamo sposati, anche questa volta seguendo principalmente ciò che la mia famiglia desiderava, sempre per rispettare quelle aspettative di cui parlavo prima…intendiamoci, sono felicissima di aver sposato Fabrìs, e lo rifarei 1000 volte, forse solo in una maniera un pò meno tradizionale. Ad ogni modo, più andavamo avanti più ci rendevamo conto che qualcosa non andava, non eravamo soddisfatti dei nostri lavori, il tempo prezioso che stavamo togliendo al nostro piccolo era davvero troppo, i momenti felici insieme troppo pochi. Cercavamo di dare a Edo un fratellino/sorellina, che però a causa dei ritmi stressanti che avevamo non arrivava…Edo aveva iniziato la scuola materna da un pezzo e quando ormai non ci speravamo più finalmente aspettavamo Greta, la nostra seconda bambina. Abbiamo vissuto con gioia tutta l’intensità dei primi mesi di questa nuova vita in quattro, ma al termine della maternità, abbiamo presto realizzato che tutto sarebbe ritornato come prima, ma con una figlia in più da gestire. Nessuno di noi due se la sentiva di ricominciare quella vita, quindi nel frattempo pensavamo a soluzioni alternative per entrambi. Abbiamo passato notti intere a pensare e ripensare a quale fosse la cosa più giusta da fare per noi…non per gli altri o per le nostre famiglie, solo per noi.
Ci siamo chiesti: “Quando qualcosa non va, che cosa si deve fare?”. La risposta finale è stata solo una: “Si può provare a cambiare!”. Insomma, per farla breve, negli ultimi 4 anni, io e Fabrìs abbiamo fatto scelte importanti che ci hanno portato davvero a stravolgere tutto, avendo come unico scopo quello di raggiungere la serenità e la felicità.

Abbiamo abbandonato le nostre vecchie occupazioni, ci siamo reinventati, trovando delle professioni che ci appassionassero e al tempo stesso ci permettessero di gestire i nostri figli e di riappropriarci di una cosa che sentivamo e sentiamo essere enormemente preziosa per noi: IL NOSTRO TEMPO INSIEME, veder crescere i nostri figli, essere presenti e parte attiva della loro quotidianità.
Quindi entrambi da qualche anno ormai abbiamo due lavori itineranti: lui ha approfondito i suoi studi e interessi in ambito di investimenti finanziari, ha la possibilità di farlo ovunque e io mi sono creata una professionalità in ambito materno/infantile, dove studiando sempre più mi sono ritrovata tra mille aspetti in pieno ambito antropologico; mi occupo di corsi dedicati alle mamme in cui insegno a portare i bimbi con la fascia.
Così con molto impegno ci siamo ritagliati la nostra dimensione ideale, che ci ha resi ovviamente meno stabili economicamente, ma molto più liberi e felici, esattamente ciò che volevamo. Oggi confermo che questo resta un dettaglio impagabile.

Nel frattempo, a giugno del 2018, si è unito alla nostra avventura Jacopo, il nostro terzo bambino.

E. G. J.

Ed eccoci arrivati al punto cruciale del racconto, ovvero le motivazioni principali che ci hanno portati qui, a creare questo progetto per raccontare la nostra storia: senza dubbio la nostra curiosità nei confronti del mondo, il desiderio incessante di viaggiare che ci accomuna, la voglia di intraprendere un viaggio speciale, il nostro viaggio della vita insieme ai nostri figli.

Con 3 bambini e due lavori non è facile conciliare sempre tutto, anzi, per quanto riguarda il blog gran parte del lavoro è stato sempre fatto di notte, ma tutto ciò che abbiamo costruito fin’ora ci da gioia e ci ripaga costantemente di ogni fatica.

Five in Wonderland dunque è un pò come un quarto figlio per noi, perchè è un sogno nutrito per anni, ed ora è giunto il momento per realizzarlo: dopo tanto lavoro finalmente la nostra prima tappa, che è durata quasi 2 mesi e mezzo è stata affrontata.

Il 13 Luglio 2019, nonostante tanti intoppi e difficoltà siamo saliti su un treno, il primo di tanti che ci ha accompagnati in quel viaggio speciale, fatto di scomodità, grandi sfide, ma anche tante esperienze arricchenti e soddisfazioni (per noi e per i bambini). Avevamo con noi attrezzatura da trekking il minimo necessario e 3 bici più un carrellino per Greta e Jacopo che ancora non pedalavano.

Da quel viaggio siamo rientrati, in parte delusi per non aver avuto il coraggio fino in fondo di saltare definitivamente, abbiamo ceduto ancora una volta e abbiamo riprovato a rimettere radici in Liguria, nella nostra casetta al mare e abbiamo adottato la nostra Margot, una randagia di un anno e mezzo che ha portato la sua gratitudine e il suo amore incondizionato a riempire tutti i nostri cuori.

Pochi mesi dopo, il covid-19 è piombato nelle nostre vite, sradicando nuovamente qualsiasi sorta di certezza, persino a chi ne aveva tante, (figuriamoci a noi). Ed è proprio durante il primo lockdown che ho deciso di rimettermi a scrivere, di riprovare a sviluppare il progetto che avevo così tanto nutrito ed amato.

Non sappiamo dove tutto questo ci porterà, noi speriamo di creare una grande rete fatta di viaggiatori consapevoli e responsabili, di famiglie che educhino come noi i propri figli nel rispetto del prossimo, che credano come noi in valori importanti come la salvaguardia del nostro pianeta (che ci ospita), che è la nostra casa preziosa e da custodire.
Quindi questo è il nostro blog, il nostro spazio dei ricordi, dove condivideremo quello che vivremo, ma anche un luogo di scambio di informazioni, un luogo dove trovare idee per educare noi stessi e i nostri figli ad essere cittadini del mondo pronti a dare il nostro contributo ogni giorno, per bloccare i danni delle scelte insostenibili fatte dall’uomo fin’ora.
Vorrei che chi si trovi a passare di qua per leggere di noi possa farlo rispettandoci, senza giudicarci in alcun modo, vorrei che fosse un luogo dai toni pacati e gentili. Vorrei che voi trovaste la pace che sto cercando io leggendo le mie parole e i miei pensieri, vorrei creare una community davvero interessata ai nostri contenuti e sensibile al grandissimo problema dei cambiamenti climatici.

Rispettiamo chi vede le cose in modo diverso da noi. Il nostro intento è solo quello di raccontare che è fattibile viaggiare in maniera rispettosa dell’ambiente, è possibile cambiare la propria vita, anche se si hanno bimbi piccoli, mettendosi in gioco, con forza di volontà, determinazione, soprattutto quando è la felicità insieme ai nostri valori a guidarci…
Ora non vi resta che seguirci e vivere con noi tutto ciò che succederà…

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Grazie infinite

Viva la #vita l’#amore le #famiglieinviaggio
Mamma Deb – Five in Wonderland

5 commenti su “La nostra storia

  1. Sei una grande Deborah… Saper scegliere e avere il coraggio di scegliere ciò che ci rende felici e liberi non è da tutti… A te a Fabris e ai tuoi splendidi figli un mondo di bene e aspetto il prossimo racconto… Un bacio grande!! Mara

    1. Grazie Mara!!!!…anche tu sei una grande, anche tu un tempo mi hai insegnato che se si sta male in un posto si va via, si cambia!..sei una grande anche tu…ti abbraccio

  2. Ribadisco il concetto… Sei una grande Deborah.. Saper scegliere e avere il coraggio di scegliere ciò che ci rende felici e liberi non è da tutti… A te, a Fabris e ai tuoi splendidi figli auguro tutto il bene possibile.. Un abbraccio grande e buona vita💖 e ovviamente aspetto i prossimi racconti… 😊

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